KABUL (Afghanistan) - «Ci sono due responsabili nella vicenda di Hanefi, il nostro uomo in mano ai servizi di Kabul, e i loro nomi sono Hamid Karzai e Romano Prodi». È l'affondo di Gino Strada, fondatore di Emergency, in un'intervista al giornale Radio Rai, nel corso della quale prende di mira l'esecutivo italiano e il presidente afghano per come è stata condotta la trattativa sui sequestri dell'inviato di
Repubblica Daniele Mastrogiacomo e dell'autista e dell'interprete afghani che viaggiavano con lui.
fonte: corriere.it
se vogliamo creare qualcosa che davvero cambi l'andazzo generale, dobbiamo mirare a piccoli cambiamenti, bisogna modificare un elemento alla volta, le rivoluzioni non hanno mai generato una società pienamente democratica, anzi. trovare aspetti negativi del nostro mondo è relativamente semplice, difficile è metterci mano. prendo ad esempio due casi. il primo è quello dei verdi, movimento che ormai non ha molto da dire, perchè attacca il grande sistema ma non lotta per piccole cose. lottare per sostituire i sacchetti di plastica con cartone riciclato o lottare per l'introduzione esclusiva di carta biodegradabile come quella igienica, sarebbe una lotta infinitamente giusta e possibile. invece si preferisce pomposamente esprimersi sull'inquinamento globale senza incominciare a risolvere le piccole cose che tanto piccole non sono.
il secondo esempio, è quello di gino strada, persona infinitamente buona ma politicamente irritante. ciò che incredibilmente svolge dal punto di vista umanitario, non ha eguali, è un santo. ma dal punto di vista politico, perchè spesso si cimenta in esternazioni pubbliche, non lo trovo efficace. ha tutte le ragioni ad esprimersi contro questo sistema guerrafondaio, ma non si può sparare nel mucchio. la situazione attuale è davanti gli occhi di tutti.
responsabilizzare prodi quanto karzay della morte del traduttore di mastrogiacomo lo trovo trementamente esagerato ed inutile. dobbiamo per forza distruggere quello che c'è per creare qualcosa di buono? non è meglio modificarlo dal di dentro. non trovo giusto imporre ai nostri figli di ripartire da zero. nessuna ha la verità in tasca, nessuno è al di sopra da permettersi di santificare, ognuno cerchi di dare quel che può in un modo costruttivo, definire diavoli e dei è ingenuo, cerchiamo di modificare ciò che possiamo, non dobbiamo per forza risolvere tutti i problemi adesso, il mondo ha conosciuto cicli di evoluzione molto lunghi, non resettiamo il sistema, diamogli la nostra impronta, con le regole che abbiamo altrimenti troviamo il modo di cambiarle, pacificamente ma con fermezza e forza. creiamo almeno il terreno che lo possano fare le prossime generazioni, altrimenti troveranno di nuovo rovine.
questo governo fà degli errori incredibili, tante persone che lo compongono, non sono all'altezza, ma almeno c'è il modo di ragionarci sù, è anche colpa nostra se non sappiamo esprimere rappresentanti migliori, perchè alla fine, il sistema è sempre gestito da uomini come noi