dalle mie zone la tv è stata una rivoluzione,davvero. la società delle zone di confine lontane dai grossi centri urbani si trasforma in base a comportamenti che possono diventare assurdi se volontariamente deviati; per essere più chiaro, è come mettere un virus in un programma. tutte le prerogative del programma un pò alla volta cambiano fino a portare il tutto in una condizione alterata . l'influenza della banda che ha governato il paese per anni e anni aveva creato una società succube delle figure importanti che operavano dietro una fitta rete di legami feudali. il potere si gestiva con l'uso diffuso di raccomandazioni e di conseguenza regalie che prosperavano dietro la cortina dell'ignoranza. la cosa che condiziona la società, dopo che almeno l'alfabetizzazione è diffusa, è l'ignorare il proprio ruolo, il proprio posto nella scala di valori. il potere tende a convincere il cittadino di essere di una categoria inferiore a chi lo comanda, creando una scala di valori. la tv intesa come diffusione di esperienze, aiuta almeno ad aprire l'orizzonte, apre uno spiraglio nella visione del mondo che altrimenti non si immagina. naturalmente parlo di una tv concorrenziale con diversi soggetti che si combattono, altrimenti come è successo negli ultimi anni, si costituisce un altro mezzo di imposizione del potere. ieri sera mi sono addormentato contento e un pò meravigliato. sul canale jimmy trasmettevano uno spettacolo di Fo. è come avere una finestra aperta che ti fa entrare aria fresca nella stanza. una sensazione di uscita dal ghetto, un piccolo passo verso la rottura di quei lacci che legano il nostro mondo, perchè ho vissuto in questi anni la traumatica esperienza di vedere l'intera società italiana rintanarsi nelle stesse condizioni di supinità verso il potere che caratterizzano le zone di confine. questo risveglio io lo collego a tanti fattori ma il principale è internet. sapere che un mezzo scavalca la tv e ne derubrica il potere ha liberato un pò il campo e di conseguenza la proposta televisiva si deve adattare . quando accedi al web ti senti pienamente cittadino del mondo, vuoi comunicare con gli altri, ne senti il bisogno, è una prerogativa primaria dell'uomo. sicuramente verra attaccato dal potere perchè ha la prerogativa di scavalcare gli intermediari. ma la vedo complicata.
qualche giorno fa, ho scritto una mail incazzata al sito di sabelli fioretti che logicamente non pubblica cose sgradevoli .i giornalisti sono i principali intermediari che internet scavalca, ed è un punto focale della democrazia. il filtro nella vita non esiste. le esperienze che viviamo sono sulla nostra pelle, e vivere comporta un adattamento alle vicissitudini. perchè devo avere invece un filtro nel conoscere quello che accade nel mondo? sembrerà una fesseria, ma per quale motivo le conferenze stampa non sono visibili sul web oggi che sarebbe facilissimo trasmettere? chi può avere il potere di controllare quello che dico se davvero vogliamo una piazza virtuale sul web? se sono inconcludente lo decide chi legge o chi mi filtra? se mettiamo dei limiti cosa vogliamo? un altra tv controllata. sul web non ci sono ostacoli al libero scambio di idee . è meglio un prodotto fico che pienamente libero?